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La Vaca Mora lungo la Ferrovia Rocchette - Asiago nei primi del Novecento.

La Vaca Mora


"Vaca mora" era il termine popolare con cui venivano chiamati i treni a vapore delle ferrovie vicentine.

Un nome così particolare merita una spiegazione: era consuetudine che i mariti facoltosi mandassero le consorti in villeggiatura ad Asiago per trascorrere le famose settimane bianche.

I mariti, impegnati nel loro lavoro, rimanevano però a casa, così "affidavano" le loro gentili signore ai maestri di sci perché imparassero questa attività di svago.

Quando i sabati successivi i mariti salivano in treno all’Altopiano per riportare a casa le mogli, qualche ferroviere burlone si inventò di porre una traversina in ferro sul fumaiolo della locomotiva; in questo modo il fumo, uscendo, si biforcava a mo’ di corna…

Tratto da "Ferrovia a cremagliera Rocchette-Asiago (La più ardita ed alta d’Italia)" di Chiericato e Gasparella - Asiago, Edizioni Bonomo, 1995, p.78

GioBatta Poli (1846-1921)  con i suoi cappelli  e la sua famiglia.

Cappelli e cavalli


Alla fine dell’800 a San Luca, sulle colline di Marostica, GioBatta Poli possedeva una fiorente attività di produzione e commercio al minuto e all’ingrosso di vino, generi alimentari e cappelli di paglia, nonché un servizio di ristoro e cambio cavalli.

Probabilmente fu proprio il contatto quotidiano con chi viaggiava a fargli intuire l’importanza crescente dei mezzi di trasporto.

Inaugurazione della linea ferroviaria Vicenza - Schio.

Le ferrovie economiche


Il 25 settembre 1884 il senatore Alessandro Rossi, imprenditore e politico illuminato, aveva fondato le "Ferrovie Economiche di Schio" con l’obiettivo di collegare le maggiori città dell’Alto-vicentino con Vicenza, che fin dal 1846 era allacciata con la più importante linea ferroviaria dell’epoca: la Milano-Venezia.

La tratta Vicenza - Bassano del Grappa sarebbe passata anche per il paese di Schiavon.

L’Osteria al Cappello, che divenne lo spaccio della Distilleria Poli.

L’osteria "Al cappello"


Fu così che il 15 gennaio 1885 GioBatta Poli decise di trasferirsi da San Luca a Schiavon, dove aprì l’Osteria al Cappello e dove continuò a vendere vino e cappelli di paglia.

Poco tempo dopo davanti all’osteria arrivò finalmente la Vaca Mora, il tanto atteso trenino a vapore.

I passeggeri aspettavano la Vaca Mora in osteria, chiacchierando e sorseggiando un bicchiere di vino o un goccetto di quell’amaro preparato mettendo in infusione erbe, bucce di frutti e radici.

A volte entrava anche il macchinista…

Qualche goccetto dopo, nel 1898, nei locali dell’osteria sorsero le Distillerie Poli.

Poli Vaca Mara Riserva

Vaca Mara Riserva


Un amaro di stile officinale, ottenuto da un’infusione di erbe aromatiche, bucce di frutti e radici dalle spiccate proprietà digestive.
Una «ruota» di aromi.

Edizione speciale 125° anniversario, a tiratura limitata e numerata, custodita pazientemente nelle cantine sotterranee delle Poli Distillerie.

Liquore amaro

Vaca Mora Riserva - Amaro Veneto

Edizione speciale 125° anniversario, custodita pazientemente nelle cantine sotterranee delle Poli Distillerie.

Liquore amaro di stile officinale, ottenuto da un’infusione di erbe aromatiche, bucce di frutti e radici dalle spiccate proprietà digestive. 

Una «ruota» di aromi.

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Grappe

Caratteristiche

Materia prima: piante, erbe e fiori dalle proprietà digestive
Metodo produttivo: infusione naturale di piante, erbe e fiori dalle proprietà digestive in Grappa e alcool
% Alc - Contenuto: 32% Alc./Vol - 500 ml
Servizio: in un bicchiere a tulipano, a 10/15 °C.

Poli Vaca Mora Riserva con tubo - Amaro Veneto

Distillati