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Grappe a 40-45-50 gradi

Agli assaggiatori l’ardua sentenza

Fino alla fine degli anni ’70 la Grappa era nella stragrande maggioranza dei casi ottenuta dalla distillazione di vinacce miste, ossia provenienti da varietà di uve le più diverse.

Così d’altra parte era pure il vino, spesso ottenuto mischiando le diverse uve che trovavano spazio in un vigneto, sia bianche che rosse.

Le vinacce quindi provenivano da un miscuglio di uve che poteva variare di anno in anno e che dava luogo alla Grappa base. L’unica differenziazione possibile era la gradazione alcolica, che tipicamente veniva declinata nel classico trittico 40 – 45 – 50. Se l’azienda disponeva di quantità e spazi adeguati una parte poteva venir messa in botte, dando così luogo ad una versione invecchiata.

L’evoluzione dell’enologia che si verificò negli anni ’70 portò ad una selezione delle varietà e dei cloni più vocati a seconda dei terreni e del clima, portando così all’ammodernamento dei vigneti e alla disponibilità di vinacce di un singolo vitigno.

Cominciarono così a diffondersi verso la fine degli anni ’70 le Grappa ottenute da specifici vitigni, anche se tali vitigni non possedevano particolari note aromatiche che ne giustificassero la distillazione separata.

Vinacce

Fino a prima degli anni ‘70 infatti i soli vitigni che venivano ritenuti degni di un trattamento distinto rispetto alle vinacce miste erano quelle di Moscato e di Malvasia, varietà di uva connotate dalla presenza di particolari molecole (terpeni) che racchiudono gli aromi primari del vitigno stesso.

Tali terpeni caratterizzano l’aroma del vino, rimangono in una certa misura nelle vinacce e passano infine nella Grappa nella quale, se ben fatta, si possono riconoscere gli aromi dell’uva di origine. E le Grappe di “monovitigno” da varietà non aromatiche? Ha senso produrle anche se non si riesce a riconoscere la varietà di origine? Troverete la risposta in un’altra scheda.

Tornando ora alla Grappa di Pura Vinaccia, il nostro prodotto più tradizionale, da un punto di vista tecnico occorre dire che una Grappa ottenuta da vinacce di un solo vitigno non è necessariamente migliore di una Grappa ottenuta da vinacce miste.

Marchio commissionato da GioBatta Poli

Anzi, secondo alcuni distillatori – fra cui anche mio padre – più la Grappa è tagliata e quindi più si mettono insieme Grappe da vinacce e annate diverse, migliore sarà il risultato finale. Sarà vero? Agli assaggiatori l’ardua sentenza.

Una nota sulla etichetta con il fondo nero che da più di cento anni contrassegna questa linea di Grappe: raffigura il marchio dell’azienda commissionato da GioBatta Poli, fondatore dell’azienda, all’allora professore di disegno della scuola d’arte di Nove, città famosa insieme a Bassano del Grappa per la produzione di ceramiche e maioliche modellate e dipinte a mano.

 Egli ideò un ragazzino che porta un cesto di vinacce sulle spalle, un lavoro dunque faticoso, svolto però con il sorriso, come a dire che se il tuo lavoro ti piace e lo fai con passione, ogni peso diventa lieve.

Grappa

Pura Vinaccia 50

Cuvée di vitigni tipici del vicentino

Grappa di pura vinaccia distillata con antico alambicco in rame composto da caldaiette funzionanti a ciclo discontinuo.

40-45-50 Agli assaggiatori l’ardua sentenza


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Jacopo Poli

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Caratteristiche

Materia prima: cuvée di vitigni tipici del vicentino
Distillazione: artigianale, a piccoli lotti, con alambicco in rame con caldaiette a vapore a ciclo discontinuo
Aroma: vinoso, pulito, leggermente erbaceo
Gusto: saporito, deciso ma garbato
% alc - Contenuto: 50% Alc./Vol - 700 ml
Servizio: in un bicchiere a tulipano, a 18/20 °C.

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